In Italia oltre 4 milioni di persone sono affette da diabete, con una prevalenza maggiore nelle Regioni del Sud e tra le persone con difficoltà economiche, secondo i dati PASSI (2016-2022). Il diabete è più comune tra gli uomini, gli anziani e i meno istruiti, spesso accompagnato da abitudini poco salutari. Inoltre, obesità e sovrappeso restano preoccupanti tra i giovani italiani, con tassi più elevati al Sud e nelle famiglie socio-economicamente svantaggiate.

Oggi si stima siano oltre 4 milioni le persone affette da diabete in
Italia. È quanto emerge da una lettura integrata dei sistemi di sorveglianza
PASSI e PASSI d’Argento, coordinati dall’ISS in collaborazione con le Regioni,
a partire dai dati raccolti nel periodo 2016-2022 su un campione complessivo
della popolazione residente in Italia di oltre 285mila persone sopra i 18 anni
di età.
Da questa analisi, fatta in occasione della Giornata mondiale del
diabete (14 novembre), emerge che la prevalenza di diabete, piuttosto stabile
nel tempo, si caratterizza per un gradiente geografico a sfavore delle Regioni
meridionali e da un importante gradiente sociale a sfavore delle persone meno
istruite o con maggiori difficoltà economiche. I dati mostrano anche che le
persone che riferiscono una diagnosi di diabete mantengono ancora abitudini
poco salutari, che li espongono a maggior rischio di un decorso peggiore della
malattia.
Qui i dati dell’ISS.
Dai dati del sistema di sorveglianza PASSI per il quadriennio 2016-2022
emerge che il 4,7% della popolazione adulta di 18-69 anni riferisce una
diagnosi di diabete, percentuale che sale al 20% negli ultrasessantacinquenni
(sorveglianza PASSI d’Argento). La prevalenza aumenta con l’età (meno del 3%
nelle persone sotto i 50 anni e oltre il 9% tra i 50-69 anni), è maggiore tra
gli uomini rispetto alle donne (5,3% vs 4,1%) e tra le persone socio-economicamente
svantaggiate. È più comune tra gli italiani rispetto agli stranieri e nelle
Regioni meridionali rispetto al Centro e al Nord Italia.
La maggior parte dei diabetici è seguita principalmente dal centro
diabetologico (32,6%) o dal medico di medicina generale (28,8%), o da entrambi
(33,3%). Pochi sono seguiti da altri specialisti (3%) e l’1,9% non è seguito da
nessuno. Il 63% delle persone con diabete ha controllato l’emoglobina glicata
nei 12 mesi precedenti l’intervista (33,6% nei 4 mesi precedenti). Sebbene la
conoscenza di questo esame stia migliorando, il 23% dei diabetici non lo
conosce o non ne comprende il significato. La maggior parte dei diabetici
assume ipoglicemizzanti orali (79,1%), mentre il 26,5% utilizza l’insulina.
In Italia esistono diseguaglianze nella gestione del diabete e
nell’accesso ai servizi sanitari. I dati del Sistema PASSI mostrano che la
prevalenza del diabete tra le persone con difficoltà economiche è più del
doppio rispetto a chi non ne ha (8% vs 3,4%). Questi indicatori confermano che
le persone socio-economicamente svantaggiate hanno un rischio maggiore di
sviluppare il diabete, probabilmente a causa di stili di vita meno salutari
(cattiva alimentazione e sedentarietà) e di una maggiore frequenza di
sovrappeso e obesità.
Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età
scolare
Per monitorare obesità e sovrappeso tra i giovani italiani, il
Ministero della Salute/CCM ha promosso sistemi di sorveglianza come il Sistema
di sorveglianza OKkio alla salute e lo studio HBSC - Health Behaviours in
School-aged Children.
Secondo lo studio OKkio alla salute, nel 2019, il 20,4% dei bambini
italiani era in sovrappeso e il 9,4% obeso (secondo i valori soglia
dell’International Obesity Task Force, IOTF). I maschi presentavano tassi di
obesità leggermente superiori alle femmine (9,9% vs 8,8%). Il confronto con le
rilevazioni precedenti mostra un trend di lenta ma costante diminuzione per
sovrappeso e obesità:
- l’obesità è scesa dal 12% del 2008/2009 al 9,4% del 2019, con una
riduzione del 22%
- il sovrappeso è passato dal 23,2% del 2008/2009 al 20,4% del 2019,
con una riduzione del 12%.
Uno sguardo al passato
Tuttavia, l’Italia, che partecipa all’iniziativa della Regione
europea dell’Organizzazione Mondiale della Sanità “Childhood Obesity
Surveillance Initiative” (COSI), rimane tra le nazioni con i tassi più elevati
di eccesso ponderale nei bambini, insieme ad altri Paesi dell’area
mediterranea. Le Regioni del Sud mostrano valori più elevati di eccesso
ponderale in entrambi i generi. L’obesità è più comune nelle famiglie
socio-economicamente svantaggiate e tra i bambini che sono stati allattati al
seno per meno di un mese o mai. Nonostante il miglioramento delle abitudini
alimentari, rimangono diffusi comportamenti poco salutari e livelli elevati di
inattività fisica e sedentarietà.
I dati 2018 dello studio HBSC Italia mostrano che il 16,6% dei
ragazzi di 11-15 anni è in sovrappeso e il 3,2% obeso, con una lieve
diminuzione dell’eccesso ponderale con l’età e una maggiore prevalenza nei maschi.
Questi risultati sono stabili rispetto alla rilevazione del 2016.
I dati ISTAT 2019 sui giovani in età scolastica (6-17 anni) indicano
che il 24,7% di essi è in eccesso ponderale (27,1% per i maschi, 22,2% per le
femmine) e che circa il 35% ha entrambi i genitori in sovrappeso, il 24% solo
il padre e il 30% solo la madre. Complessivamente, l’89% ha almeno un genitore
in eccesso ponderale, sottolineando l’importanza dello stile di vita familiare
per i giovani.